Il respiro nello Yoga


Il respiro nello Yoga

La tradizione yogica considera il respiro come la manifestazione esteriore del prana, termine sanscrito che significa letteralmente soffio o energia vitale.

Secondo Swami Sivananda, uno dei grandi maestri yoga dell'India del XX secolo, il prana è la somma di tutte le energie contenute nell'Universo. Esso è presente in ogni forma di vita, ma non è materia: è l’energia che anima la materia, che sostiene la vita e a cui è connesso ogni essere vivente dell’Universo.

Il prana viene assimilato principalmente attraverso la respirazione, mezzo di comunicazione e di “interscambio” tra l’essere vivente e l'ambiente circostante. Il modo più semplice di controllare il prana è la regolazione del respiro, o pranayama. La parola pranayama è composta da prana, come abbiamo detto l’energia vitale presente in ogni essere vivente nell’universo, e ayama, che significa estendere, espandere. Pranayama è quindi l’espansione della dimensione del prana, cioè dell’energia vitale.

Lo scopo del pranayama

Una caratteristica che differenzia la funzione respiratoria dalle altre funzioni dell’organismo è quella di poter essere sia spontanea e inconsapevole che volontaria, con la possibilità di modificare l’ampiezza, la localizzazione e la durata delle varie fasi respiratorie. Acquisire il controllo del respiro aumenta il flusso del prana nel corpo, cosa che a sua volta ricarica corpo e psiche.

Il pranayama comprende numerose tecniche di modificazione cosciente della funzione respiratoria, ma non si deve fare l'errore di considerarlo soltanto come un insieme di esercizi di respirazione. Certamente le pratiche fanno migliorare l'introduzione di ossigeno nel corpo fisico e rimuovono l'anidride carbonica, con beneficio fisiologico, ma scopo del pranayama è lavorare con l’energia per immagazzinarne il più possibile. Le tecniche di pranayama ricaricano e ripuliscono il nostro corpo pranico, riducono al minimo i pensieri e i conflitti nella mente, fino a interrompere completamente i processi mentali, portando il praticante a conoscere i più alti livelli di esistenza. Nel fluire del respiro, la mente fluisce, nel calmarsi del respiro la mente si calma.


Accorgimenti per la pratica

Il pranayama non deve essere praticato subito dopo i pasti in quanto lo stomaco deve essere vuoto ed anche la vescica e l’intestino dovrebbero essere svuotati. Una particolare attenzione va alle narici, che devono essere sbloccate e, durante la pratica, devono essere controllate coscientemente permettendo all’aria di entrare nel corpo più facilmente, in maggior volume e in modo più costante ed equilibrato.

La posizione da adottare durante le varie tecniche deve essere comoda, ma soprattutto deve mantenere la colonna vertebrale dritta, in modo che il flusso del respiro non sia impedito. Le posizioni migliori sono quelle meditative.

Tutti possono eseguire il pranayama, ma si deve far attenzione ad iniziare lentamente e a non precipitarsi in pratiche difficili finché non si è pronti. Iniziare con tecniche di base seguendo il flusso naturale del respiro serve a prendere coscienza di come si muove l’energia nel corpo. E’ necessaria una pratica consolidata e costante degli asana (le posture) prima di iniziare il pranayama, poiché bisogna essere in grado di utilizzare la capacità polmonare, i nervi della spina dorsale e i muscoli addominali quando necessario.

Durante la pratica sono necessarie cura ed attenzione particolari: nessuna respirazione violenta, nessuna ritenzione estesa oltre un limite agevole, nessuna forzatura del respiro, del corpo o della mente.

È sempre consigliato praticare il pranayama sotto la guida di un insegnante adeguatamente

preparato.

1 visualizzazione

CONTATTI

+39 349 7573700

+39 351 8750244

             avwellnessdelivery@gmail.com

      avwellnessdelivery@pec.it

Agostino Vailati   P.IVA 07320430965  "Disciplinato ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)

Stefania Antonini P.IVA 10704350965  "Disciplinato ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)