Mudra, i gesti dello Yoga

Aggiornato il: ago 24


Mudra

Un sigillo che porta gioia. Così si potrebbe tradurre liberamente dall’antico indiano, il sanscrito, il concetto di mudra. Sono gesti fisici che facilitano il flusso di energia attraverso il corpo, canalizzano il prana, l'energia vitale, per scopi spirituali.

I mudra non si riferiscono alla sola posizione delle mani ma anche degli occhi, del corpo nella sua totalità e ad alcune tecniche di respiro. Sono veri e propri sigilli che imprimono dentro di noi specifiche energie. I chakra, i centri energetici disposti lungo la colonna vertebrale, emanano una quantità notevole di energia, che spesso sfugge al corpo e si disperde nel mondo esterno. Con la pratica dei mudra vengono create delle barriere nel corpo che hanno lo scopo di contenere questa energia e di canalizzarla, evitandone la dispersione. Grazie a questa canalizzazione, l’energia viene trattenuta nel corpo e indirizzata dove ce n’è bisogno.


L'origine

Riguardo alla precisa origine dei mudra si sa poco. Sicuro è che da secoli vengono impiegati a fini terapeutici nella cultura orientale e a sostegno di preghiere e rituali in tutto il mondo. Nell’Induismo, come anche nel Buddismo, si parte dal presupposto che la postura del corpo e i gesti delle mani delle divinità esercitino un potere sull’individuo raccolto in preghiera e in meditazione al loro cospetto.

Gli yogi hanno sperimentato i mudra come modalità di flusso dell'energia per collegare la forza pranica individuale con la forza cosmica universale. Gli atteggiamenti e le posizioni assunte durante la pratica dei mudra, infatti, stabiliscono un collegamento diretto tra corpo fisico, corpo energetico e corpo mentale. Questi gesti sono in grado di modificare lo stato d'animo, l'attitudine e la percezione. Rendono più profonde consapevolezza e concentrazione, riequilibrando le nostre energie.

Per chi pratica yoga o meditazione, i mudra sono gesti e simboli conosciuti, che hanno un preciso significato. Ne esistono diversi e ognuno ha una sua valenza; possono essere semplici gesti di una mano o combinazioni di asana (posture), pranayama (respirazione) e bandha (chiusure). I mudra più conosciuti sono quelli delle mani.


I mudra delle mani

Secondo la cultura orientale, nelle mani e nelle dita sono posti numerosi centri energetici, che possono attivarsi per regolarizzare le energie che attraversano il corpo. Queste energie si muovono dentro di noi attraverso le nadi, i canali energetici, che hanno punti terminali nelle dita. I mudra sono in relazione con i cinque elementi, ed ogni dito rappresenta un punto di connessione alle qualità specifiche dell’elemento cui è collegato.

Possiamo impegnare e influenzare efficacemente corpo e mente piegando, incrociando, allungando o toccando le dita con altre dita. Quando preghiamo o abbiamo bisogno di isolarci ed interiorizzarci, istintivamente intrecciamo le dita o uniamo le punte dei polpastrelli, o semplicemente teniamo le mani una nell’altra. Unire le mani è uno dei metodi più efficaci per raccogliere le energie, concentrarsi, calmare la mente, ricaricarsi, creando una condizione di silenzio e raccoglimento che favorisce la meditazione.

Ogni dito rappresenta perciò un punto di connessione con un elemento e l’energia ad esso collegata. Posizionando le dita in un certo modo siamo in grado di controllare la quantità di energia che scorre dentro di noi, e di conseguenza attingiamo alle qualità associate all’elemento che stiamo invocando.

Ecco di seguito l’elenco delle energie associate ad ogni sito della mano:

  • Pollice: fuoco > forza di volontà, grinta, slancio, vitalità, gioia di vivere, intuizione

  • Indice: aria > sicurezza di sé, coraggio, autostima, autonomia, ambizione, conoscenza di sé, ispirazione, fiducia nel futuro

  • Medio: etere > dinamismo, armonia ed equilibrio interiore, pazienza, tenacia, senso di responsabilità, scrupolosità, stabilità, quiete interiore e ordine

  • Anulare: terra > letizia, senso estetico, creatività, sensualità, piacere, idealismo, capacità relazionali a livello mentale

  • Mignolo: acqua > comunicazione intellettuale, logica, sete di conoscenza, agilità spirituale, perspicacia, capacità di adattamento, sessualità, spiritualità.


I principali mudra delle mani

Ecco i 10 Hasta Mudra o mudra delle mani che, se eseguiti regolarmente e rispettando le precauzioni, possono essere utili per migliorare la nostra salute:


1. Gyan Mudra: si uniscono la punta del pollice e dell’indice, mentre le altre 3 dita sono tese. Aiuta nella meditazione e nella concentrazione, riduce la negatività della mente, migliora la memoria. Aiuta ad alleviare mal di testa, insonnia, ipertensione e diminuisce la collera.

2. Padme mudra: si uniscono le mani facendo in modo che la parte finale dei palmi, la punta del pollice e la punta del mignolo si tocchino. Le dita vanno tenute separate lasciando che fioriscano come petali di un fiore. Rappresenta l’apertura del cuore, eseguirlo rilassa la mente e predispone a una maggiore tolleranza e apertura di cuore verso il mondo.

3. Shoonya Mudra: la punta del medio è posta alla base del pollice, che ricopre il medio con una leggera pressione. Le altre dita sono tese. Può alleviare il male alle orecchie, la sua pratica regolare può migliorare l’udito, rinforza le ossa e le gengive, è utile nei problemi di gola.

4. Prithvi Mudra: la punta del pollice e dell’anulare si toccano, mentre le altre dita sono tese. Utile per la debolezza e la magrezza eccessiva, migliora le funzioni digestive, dà energia e luminosità al corpo.

5. Prana Mudra: la punta del pollice, dell’anulare e del mignolo si toccano, mentre le altre dita sono tese. Risveglia il potere del prana, è utile nelle malattie dell’occhio e migliora la vista, aumenta la resistenza dell’organismo alle malattie, rimuove la stanchezza. Durante il digiuno riduce i morsi della fame. In caso di insonnia, insieme con Gyan Mudra, aiuta a prendere sonno.

6. Vayu Mudra: la punta dell’indice tocca la base del pollice, che ricopre l’indice con una leggera pressione. La sua pratica contribuisce ad alleviare i disturbi collegati all’elemento Aria, come artrite, gotta e sciatica. In particolare è utile per i dolori cervicali.

7. Ling Mudra: si esegue intrecciando le dita tenendo il pollice sinistro dritto. Aumenta il calore del corpo e, se fatto abbastanza a lungo, può far sudare anche d’inverno.Aiuta in caso di raffreddore, asma, tosse, sinusite e pressione bassa. Non deve essere fatto troppo a lungo.

8. Surya Mudra: la punta dell’anulare tocca la base del pollice, che esercita una lieve pressione sull’anulare. Aumenta la produzione di calore del corpo, è utile nel sovrappeso, aiuta la digestione, riduce il colesterolo.

9. Varun Mudra: la punta del pollice e del mignolo si toccano. Riduce la secchezza della pelle. E’ utile nelle malattie cutanee. Chi soffre d’asma o di malattie respiratorie non dovrebbe farlo a lungo.

10. Apan Mudra: si uniscono le punte del pollice, del medio e dell’anulare, tenendo tese le altre due dita. Aiuta a rimuovere le tossine dal corpo. Dà sollievo alla stitichezza e alle emorroidi, malattie causate da vayu o aria. E’ utile nei problemi di denti e di stomaco. Aumenta la traspirazione e la diuresi.


Come praticare i mudra?

Praticare i mudra è estremamente semplice: si assume una postura del corpo dritta e rilassata e con calma si fanno aderire mani e dita le une alle altre. La sensazione è di una sorta di forza di attrazione tra due magneti che le tiene unite palmo a palmo. La pressione delle dita deve essere molto leggera e piacevole, le mani devono essere rilassate. Durante l’esecuzione, l’attenzione della mente è rivolta all’ascolto delle sensazioni nel corpo.

Ogni gesto può essere praticato più volte al giorno, e andrebbe mantenuto per qualche istante fino a un massimo di 15 minuti. Meglio praticarli la mattina, appena svegli, oppure la sera prima di addormentarsi; in ogni caso, è meglio farli lontano dai pasti, perché molta energia nel corpo è impegnata nella digestione.

Quello che fa desistere la maggior parte delle persone dal continuare ad usarli, è la mancanza di effetti tangibili nell’immediato. Servono giorni, settimane e a volte mesi di pratica per iniziare a sentirne i reali effetti, per riuscire a percepire le connessioni giuste a livello energetico. Attraverso la pratica costante, si entra in connessione con i diversi aspetti energetici dell’universo e si riscoprono le doti spirituali racchiuse dentro ognuno di noi.

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