Yoga Nidra, lo stato di sonno dinamico


Yoga Nidra

Lo Yoga Nidra è una tecnica che deriva dal Tantra (insieme di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche), con cui si impara a rilassarsi coscientemente. Fu Swami Satyananda Saraswati a riportare in vita questa antica pratica di 6000 anni fa.

Generalmente viene tradotto con “Yoga del sonno” ma non si tratta di sonno in senso tradizionale. Durante questa pratica si appare infatti addormentati, si perde il collegamento con il corpo fisico, la mente rimane cosciente ma diviene gradualmente unidirezionale ed opera attraverso un unico canale sensoriale: l’udito. In questo stadio intermedio tra sonno e veglia, detto "ipnagogico", il contatto con la dimensione subconscia ed inconscia avviene spontaneamente.

E’ un metodo che conduce ad un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale dato che favorisce lo scioglimento delle tensioni

  • muscolari, frutto di squilibri dei sistemi nervoso ed endocrino;

  • mentali, causate da un’eccessiva tendenza al turbinio dei pensieri e alla cattiva qualità degli stessi

  • emotive, che nascono dalla comune tendenza ad interpretare il reale attraverso concetti che esprimono dualismo e contrapposizione (amore/odio, felicità/infelicità, ecc.)

Scopo dello Yoga Nidra è rendere la mente stabile, trasparente, liberandola dai sensi. Satyananada, attraverso alcune esperienze specifiche della sua vita, intuì che portando il corpo a un profondo e consapevole rilassamento sulle tre principali linee di tensione (muscolare, mentale, emotiva) era possibile attivare uno stato di coscienza ricettiva amplificata in cui la personale consapevolezza esprimeva il suo più grande potenziale curativo e risolutivo.

La pratica migliora la gestione delle emozioni e aiuta a migliorare la personalità, creando nell'individuo uno stato di benessere che permane nel tempo. La mente ne trae un profondo beneficio, perché riesce a scaricare le tensioni ed i pensieri ossessivi.

La sessione di Yoga Nidra

Yoga Nidra si pratica nella posizione di Shavasana. Può essere preceduto dalla pratica di poche asana al fine di sciogliere le articolazioni ed eventuali tensioni muscolari e di rendere piacevole il successivo rimanere immobili per un tempo abbastanza lungo (una pratica completa richiede un minimo di 20 minuti). E’ importante trovare una posizione comoda e mantenere il corpo caldo ( il rilassamento provoca infatti un abbassamento della temperatura corporea); per questo è consigliabile utilizzare eventuali supporti come cuscini e coperte.

La seduta si svolge in un ambiente tranquillo, silenzioso, senza musica di sottofondo per non avere distrazioni sensoriali. Eliminando gli input sensoriali provenienti dal corpo e dall'esterno consentiamo alla nostre capacità ricettive di essere attive su un solo canale, quello uditivo appunto seguendo la voce dell’insegnante e porta ad una maggiore capacità di spostare l’attenzione mentale sull’elemento che ci viene richiesto.

I praticanti vengono invitati a questo punto a rivolgere l’attenzione ad un proposito, una risoluzione assolutamente personale che desiderano coltivare. Nello yoga si chiama Sankalpa, il seme del cambiamento. Questa risoluzione, che deve essere ripetuta mentalmente per tre volte con determinazione e sentimento, agirà a livello subconscio per tutta la durata della pratica e nel tempo germoglierà portando i suoi frutti.

L’insegnante quindi, attraverso una tecnica definita come ‘rotazione della coscienza’, guida a prendere consapevolezza di ogni parte del corpo seguendo una sequenza ben precisa. Le aree del corpo che vengono citate corrispondono esattamente ad aree della corteccia motorio-sensoriale. In pratica si aumenta la consapevolezza del corpo per stimolare il cervello, favorire il rilassamento fisico e tonificare il sistema nervoso.

La voce guida conduce successivamente a divenire consapevoli del proprio respiro, questo favorisce ancora una volta il rilassamento, inoltre aiuta a divenire consapevoli dei flussi energetici.

Per favorire un riequilibrio degli emisferi cerebrali vengono risvegliate sensazioni fisiche ed emotive contrapposte (come caldo/freddo, piacere/dolore), mentre visualizzazioni e simboli aiutano a far riaffiorare i contenuti dell’inconscio e del subconscio per prenderne consapevolezza e rielaborarli.

Nella parte conclusiva della pratica si ripete il Sankalpa e si viene accompagnati a ritornare gradualmente ad uno stato di veglia e mobilità.

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